Garantire la sicurezza in cantiere?
Un lavoro bellissimo
Michelangelo Garofalo tra ufficio e interventi sul campo

“Faccio Marcianise-Napoli ogni giorno in bici”. Allo stupore dell’interlocutore, Michelangelo Garofalo subito dopo aggiunge sornione: “Ho una biciletta pieghevole, quando arrivo in stazione la metto in spalla e prendo il treno. Così ho risolto il problema del traffico di via Marina”. Il quartier generale di Tecnosistem è nei pressi di piazza Municipio, a distanziarla da Piazza Garibaldi poco più di 4 km di cantieri diventati negli anni un elemento del paesaggio urbano. “Anch’io dall’esterno mi dico ogni giorno che non è possibile vederli ancora lì. Subito dopo penso però alle pile di richieste, risposte, documentazioni, variazioni normative che si frappongono tra la progettazione di un’opera e la sua realizzazione, penso insomma agli ostacoli che la burocrazia presenta ogni volta agli addetti ai lavori e mi viene meno difficile farmi una ragione di tanto disagio”. Non una giustificazione (“Molte imprese vincono queste gare con ribassi eccessivi e poi vanno in sofferenza” specifica) ma, come dire, una comprensione figlia dell’immedesimazione di chi quelle difficoltà le conosce sin troppo bene.

Responsabile della sicurezza di cantiere per Tecnosistem dal 2007, Garofalo descrive il suo come un lavoro “dinamico” e per questo bellissimo: giorni passati in ufficio ad aggiornarsi sulle normative, studiare le specifiche dei progetti, redigere “infinite documentazioni”, alternati a giorni trascorsi “sul campo” ad assicurarsi che tutto sia come deve a garanzia della salute di tutti. Ora di cantieri Garofalo ne sta seguendo quattro, tre per il completamento della tratta Piscinola-Miano della metropolitana di Napoli e uno presso la stazione ferroviaria di Lecce. “Ogni cantiere ha una sua particolarità perché cambiano gli interlocutori, le aree e le tipologie di intervento, e questo mi consente di acquisire sempre maggiori conoscenze su scenari differenti”. Il cantiere non è un ambiente di lavoro statico, come in fabbrica, dove una volta stabilite, le procedure di sicurezza rimangono sempre le stesse. Per il cantiere c’è sempre una componente che varia nel corso della giornata. Cambiano le postazioni di lavoro, così come cambia il cantiere a seconda delle fasi di avanzamento dell’opera. E poi ci sono le “interferenze”. “Chiamiamo così le fasi in cui sul cantiere sono contemporaneamente operative più squadre di lavoro. Senza coordinamento i pericoli sono dietro l’angolo”, spiega l’architetto. Tra qualche mese al cantiere per il completamento della stazione di Melito le interferenze saranno moltissime. È tipico delle fasi conclusive di ogni cantiere.

Il dinamismo che stimola Garofalo nasce sì dal tipo di professionalità, ma emerge anche dalla molteplicità dei fronti in ballo. “Da qui il valore aggiunto di stare in Tecnosistem”. Garofalo aveva una sua azienda e si occupava in prima persona di tutto, dalla direzione dei lavori alla gestione della sicurezza sui cantieri. Nel 2007 manda il curriculum a Tecnosistem e, proprio in ragione della sua esperienza, viene selezionato come responsabile della sicurezza di un cantiere in via Arenaccia, a Napoli. “Da allora sono qui. Quando sono entrato c’erano meno attività, ci si concentrava su infrastrutture ed edilizia. Oggi ci si occupa di tutto, dall’automotive all’aerospazio, ed è molto positivo il fatto che all’interno dell’azienda stessa ci sia un continuo scambio tra colleghi. Io sono in stanza con chi si occupa di trasporti, sento discorsi che possono darmi spunti o anche solo incuriosirmi”. E aggiunge “Ovviamente, il mio lavoro mi impone di frequentare spesso anche la Direzione e anche questo mi stimola molto dal punto di vista professionale”

Essere oggi responsabile della sicurezza è una cosa molto diversa rispetto a solo pochi anni fa. “È cambiata la cultura, solo dieci anni fa c’era sempre molto da litigare con le imprese per ottenere minime condizioni di sicurezza sul cantiere”. Merito di campagne di sensibilizzazione? “Certamente anche questo ha influito ma – chiarisce Garofalo – l’inasprimento delle sanzioni intervenuto negli ultimi anni ha certamente un forte effetto dissuasivo”.